Pillole di Roma da una local: I segreti della Roma sociale raccontata da chi ci è nato e ci convive ogni giorno
- GIULIA MANTOVANI
- 28 apr
- Tempo di lettura: 3 min
Roma non è solo un luogo fisico: è una creatura vera e propria, con la sua anima, il suo carattere, una propria estetica, un suo modo di ragionare.
Il mondo, gli italiani, i suoi cittadini a primo impatto la descrivono come la città storicamente più influente, sebbene non così antica come Damasco o Gerico, ma con la sua età e la sua arte infinita, dove tutto è concentrato per arricchirsi culturalmente e dove ci si perde nella sua grandezza geografica. Ma Roma può essere davvero vista come un essere vivente, una persona.
Chi è nato e cresciuto in questo infinito spazio di probabilità ha forse colto cronologicamente prima la sua natura, ma anche chi viene da lontano per viverci o visitarla, chi ritorna dopo tanto tempo, chiunque può accorgersi delle sue sfumature sociali, geografiche e "caratteriali" se sta attento.
Roma, in primo luogo, può essere la gioia di chi ha la fortuna di decidere come vive appena si sveglia: sei sereno? C'è un quartiere specifico dove puoi andare. Sei nostalgico? Ti puoi dirigere verso un posto preciso. Ti sei svegliato creativo? Hai voglia di fare sport? Vuoi conoscere casualmente gente interessante? Hai bisogno di arte? E' la tua giornata intellettuale? Sei arrabbiato e vuoi scaricarti? Per ogni stato mentale c'è un luogo. E' questa, a mio parere, la più grande fortuna.
Perché la grandezza di questa città che conta circa 2 milioni di persone solo dentro il raccordo anulare consente di avere così tanti quartieri, uno così diverso dall'altro, che una delle più grandi ricchezze è quella di poter decidere nel tempo libero di andare a seconda del proprio umore.
Roma è "dolcemente complicata" come diceva una canzone: è quella che ad agosto porta in superficie gli abitanti più bisognosi e più ai margini, che ti fa sentire solo anche in mezzo ad una moltitudine di gente, che senti ti ringrazi ad ogni tramonto rosso e faticoso.
Per ogni famiglia media di 4 persone ci sono 3 macchine: il traffico, la spazzatura, i favoritismi burocratici sono i "nei" del suo viso sacro: non li ha mai voluti curare, ma li porta con una certa dose di vanto. Le biciclette sono la prova che lei stessa vuole modificare i suoi difetti e cambiare il suo carattere: ci prova, dà la possibilità, ma la sua indole è fatta di colli, salite e discese, di sampietrini tipici ma mai in linea, di piste ciclabili semilavorate che generano più un percorso ad ostacoli che una passeggiata di piacere.
Il suo odore è inconfondibile: c'è una certa dose di umidità nell'aria che rende il suo profumo quasi una essenza da copyright. Mescola il contemporaneo con l'arcano, il moderno con la deriva, il lusso con il semplice.
Le persone più ricche di Roma non hanno mai marchi visibili sugli indumenti, le persone più povere espongono le rughe di una vita passata in strada con piacere, ogni sorriso ti cela parte di vita privata.
Ogni racconto nasconde la miseria delle cose materiali e l'infinita umiltà della vita buona e piena di principi.
E' quasi impossibile raccontarne la natura, per questo è consigliabile stare il più a lungo possibile e fondersi tra monumenti, palazzi ed umanità.
Il mare è vicino: croce e delizia di ognuno di noi. A primavera il vento marino arriva in città. il fiume Tevere cambia colore e odore: lui, che come una arteria passa e guarda, e decide se puoi uscire o sei obbligato stare a casa.
Ogni nuovo scavo della metro nasconde un reperto: potremmo forse affondare anche solo un cucchiaio nel suolo e trovare qualcosa che non ci appartiene più.
Quando piove Roma ti schiaffeggia: ti obbliga ad essere triste, e forse anche un po' arrabbiato. Tutto si blocca: strade, mezzi pubblici, good vibes, intenti belli.
Ma non c'è città come Roma a saperti fare sentire a casa: è lei che decide se trafiggerti il cuore, noi non possiamo nulla.
Il Romanticismo nasce dall'attesa: il romantico spera, costruisce e immagina, ricrea il vuoto anche quando l'altro è presente, perché può riempire la distanza di sogni, di possibilità e di versioni migliori della realtà. E Roma è questa: immagina qualcuno che la completi. Ma noi siamo qui, pieni di amore incondizionato per lei.
E allora li smette di immaginare, e affronta l'incontro con i suoi abitanti, regalando sempre, incessantemente, la sua cruda e meravigliosa magnificenza.
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